lunedì 23 febbraio 2009

Farina, uova e...zucchero!

Per cominciare ad addentrarsi nel godurioso universo della pasticceria bisogna innanzitutto impratichirsi nelle ricette primarie. Si tratta di impasti e creme fondamentali di cui, una volta appresa la tecnica, si potranno sperimentare infinite varianti…




PASTA FROLLA

Ingredienti per 3 stampi da 22 cm:
Farina g 500
Zucchero g 200
Burro g 300
Tuorli n 4
Limone n 1
Vaniglia n 1 stecca

Procedimento:
Setacciare la farina sul tavolo e formare una fontana, porvi al centro il burro leggermente ammorbidito, lo zucchero, la scorza del limone grattugiata, i tuorli d'uovo e la polpa della vaniglia ricavata dalla stecca.
Impastare con le mani fino ad ottenere un panetto omogeneo e compatto.
Riporre l'impasto a riposare per almeno un'ora in frigorifero e trascorso il tempo necessario. , con il mattarello stendere la pasta fino ad ottenere uno strato di 1/2 cm.
Imburrare 3 tortiere da 22 cm e foderarle con la pasta frolla.
Con i rebbi di una forchetta o l'apposito rullo fora pasta, bucare leggermente la superficie ed infornare a 180°C per 15/20 minuti circa.
Lasciar raffreddare, rimuovere gli stampi e farcire secondo ricetta.

Le ricette di Pasta Sfoglia e Pasta Brisee

giovedì 19 febbraio 2009

La Cucina Italiana Tv : i consigli degli chef

Guarda i pratici video che svelano trucchi e segreti degli chef e permettono di imparare tutte le basi indispensabili a realizzare le nostre ricette.

lunedì 16 febbraio 2009

Fritto misto all'italiana

Ecco uno dei grandi classici della cucina italiana: il fritto misto.
Piccoli pesci di qualità e assoluta freschezza, ben puliti e magari sfilettati e privati delle spine fanno bella mostra di sé in un bel piatto colmo di delizie croccanti. I più adatti? Filetti di triglia, filetti di sogliola o rombo, latterizio, insieme ad anelli sottili di teneri calamari e scampi o gamberi, perfettamente decorticati e privati del filo nero.

E cosi il tutto, ben lavato, perfettamente asciugato e spolverato di farina 0 o mista a semola di grano duro rimacinata, si tuffa in tanto olio d’oliva molto caldo. I pezzi si muovono e si rendono dorati e croccanti all’esterno e ben morbidi all’interno.

Non si cuociono troppo, altrimenti risultano troppo secchi e perdono sapore. Il fritto si sgocciola con cura e si passa su carta assorbente per eliminare l’unto in eccesso. Infine si sala. Niente limone, per favore, il cui succo, bagnando il fritto, lo priva della croccantezza e ne altera il sapore, con la sola e falsa speranza di renderlo più digeribile e di sapore più equilibrato grazie all’acidità del limone che dovrebbe compensare il “grasso” del fritto. Un lavoro difficile e una cottura da eseguire soltanto al momento di servire, e quindi molto impegnativa, ma di grandissima soddisfazione.

Ancora sul fritto misto...